sabato 31 luglio 2010

sì...ci sei...ma non so più chi sei.

Vuoi me, ma stai con lei...dici che hai bisogno di estraniarti dal presente e rivivere piacevoli ricordi... Ma non sarebbe meglio vivere il presente che ti piace, anzichè vivere un presente insoddisfacente rifugiandoti di tanto in tanto nei ricordi? Sarei quindi una fuga saltuaria dal presente... sarei un piacevole ricordo? non pensi a me come ad un'amante... ma non dici cosa sono per te...
Che senso di nausea monotona...per essere diventata quella che regala attimi di benessere agli uomini frustrati dalla proria insoddisfacente esistenza, vigliacchi e schiavi di se stessi e della propria stupidità, prigionieri della codardia.
Aspetterò quel giorno per riprendermi ciò che mi hai tolto, quando ti amavo come quel sogno di ametista...

venerdì 23 luglio 2010

il sabato mattina..nel viale alberato

Finalmente si annuncia un bel weekend di relax, senza sveglia che ti buttà giù dal letto per andare al lavoro. Da quando ho fatto mettere le gattaiole nelle porte principali di ingresso, gli abitanti del viale alberato si gestiscono comodamente da soli le entrate e le uscite. Ma finché io non mi alzo…il sabato mattina stanno tutti appiccicati a me a sonnecchiare…Tranne Thomas. Lui ad una cert’ora inizia a non tollerare più la mia “pigrizia”. Del resto sono già le 07.00 del mattino. Sarebbe ora che io mi alzassi, no?! Per non essere troppo assillante salta dal davanzale della finestra sopra il mio letto, dalla parte dei piedi, facendo rimbalzare il materasso, me e tutti i compagni di sonno. Non sortendo alcun effetto, tranne un mio brontolio infastidito, e qualche riassestamento degli altri che continuano ostinatamente a dormire, decide di passare al piano B. Dal davanzale direttamente sulla mia pancia per poi passeggiare sopra le gambe festosamente verso i piedi, dove SBAM! gli arriva una zampata di Milù che non gradisce affatto il suo muso a muso. Inizia una lotta fra i due sopra i miei piedi. Insomma, sì è proprio l’ora di alzarsi…ho dormito un’ora in più rispetto al solito, mi sembra sufficiente... Mi sollevo ancora annebbiata dal sonno, seguita da Oscar e Monsieur che si stiracchiano con tutta calma. Milù che nel frattempo si è riaccucciata nel suo posto ancora caldo apre un occhio come a voler dire che per lei la sveglia non è ancora suonata. Sollevo le serrande, apro la finestra del salone, entro in cucina e prendo una scatoletta al tonno, la apro e dalla gattaiola del salone schizzano dentro Romeo ed Ester. Qualche minuto dopo con tutta calma, stiracchiandosi ad ogni passo, prima una zampa, poi l’altra, poi l'altra e poi l'ultima…arriva Milù tutta scoordinata e sbadigliante e si dirige verso…il piatto ormai vuoto. Apro un’altra scatolette e Oscar si piazza sopra il piattino e ingurgita tutto ciò che felinamente può infilarsi nelle fauci. Così affianco sistemo un altro piattino e altro cibo umido. Ma Milù resta sempre un po’ più indietro. Quindi la prendo di peso e la piazzo davanti ad un altro piattino con del cibo tutto per lei. Lo odora, lo assaggia, si guarda intorno per verificare che sia sola…ma affianco Monsieur glielo mangia in due bocconi. Fatta la doccia mi prendo il mio caffè, mentre Milù lecca i residui dei pasti e gli altri si dedicano alla pulizia pre-sonnellino… Pre-sonnellino??? Ennò ora che mi avete svegliato…pensate forse di dormire??

martedì 20 luglio 2010

Il giardino segreto...

È l’ora di cena. Solitamente nelle sere d’estate non ho molto appetito e mi metto sulla sedia a dondolo della veranda del piano terra con un buon succo di mirtillo e un tramezzino al tonno e pomodoro. Ma oggi, mentre vado verso la veranda mi rendo conto di non avere molta voglia di stare a guardare il vialetto, preferisco sdraiarmi comodamente sul lettino della veranda semichiusa del giardino segreto. Così per la gioia di Oscar che sembra sempre anticipare ogni mia intenzione, vado verso lo studio, in fondo alla casa. Apro la porta e lui mi passa davanti andando verso la libreria e la fissa nel punto esatto in cui sa che infilerò la mano per muovere la maniglia e aprire quell’anta che appare fissa agli occhi dei visitatori, ma per noi abitanti del viale alberato, è la porta d’accesso al nostro giardino segreto. Apro la porta-libreria e Oscar si infila subito fuori seguito da Milù che lo scavalca e da Monsieur che a quest’ora diventa la mia ombra in attesa di ricongiungersi a me in un sonno se fosse per lui eterno...fino al prossimo piatto di merluzzo. Thomas è troppo impegnato a catturare un geco nel viale alberato e resta lì, facendo finta di non accorgersi del nostro allontanamento. Entriamo nella veranda chiusa e apro la porta della vetrata mosaico che finalmente si affaccia sul giardino segreto. Decido di restare nella verandina sdraiata nella comoda poltroncina in vimini. Monsieur felicemente si appallottola al mio fianco e si abbandona a un sonno profondo. Oscar e Milù si dirigono verso il laghetto dove gracchiano le ranocchie e come al solito cercano di acchiapparle saltando di qua e di là in modo scoordinato come punti da tarantole. Ma le rane che sono più agili di loro riescono sempre a farla franca e il tutto si esaurisce con una gran baccano tra le piante del laghetto, schizzi e tuffi accidentali. Nel trambusto della caccia avverto una presenza alle mie spalle. Mi alzo e vado verso l’ingresso dello studio, apro la porta e Thomas balza elegantemente inarcandosi in avanti con l’aria di chi non ha trovato fino a quel momento qualcosa di interessante da fare e nel girovagare noioso della notte si trova per caso a passare di fronte a una porta che come per magia in quell’istante si apre. Casualmente è proprio la porta dello studio che porta al giardino segreto. Che casualità! Chissà come riesce a farmi accorgere di lui senza miagolare. Zigzagando pigramente attraverso lo studio con la coda tesa al cielo, avanza con fare fintamente monotono in direzione dell’uscita quando…l’istinto predatore prende il posto del teatrante annoiato e schizza fuori volteggiando in aria alla caccia di una falena notturna. Ecco ora ci siamo quasi tutti nel giardino segreto…

lunedì 19 luglio 2010

La favola che vorrei vivere...

C’era una volta un cancello bianco in ferro battuto e un viale alberato. Nell’aria un profumo di elicriso e lavanda e cisto e mirto. Passeggiando per il viale di ciottoli bianchi, mi vengono incontro tre splendidi gatti, due tigrati, un maschio e una femmina, e uno nero con una chiazza bianca sotto il collo. Percorso il lunghissimo viale, scorgo su un albero una gattina tutta nera che tenta invano di acchiappare un ragnetto che ondeggia spensierato sulla sua ragnatela, finché…ponf! Scivola giù dall’albero cadendo su una montagnetta di foglie secche, dalle quali schizza via strillante un gatto lungo nero col frak bianco che si era nascosto là sotto per trovare un po’ di refrigerio. Ridendo allegramente arrivo in fondo al viale, di fronte ad un’ampia terrazza che conduce all’ingresso della casa. E lì ad accogliermi sbadigliante è il gatto miele che si stiracchia lentamente socchiudendo gli occhi a volermi invitare ad accarezzarlo. Ce li ho tutti intorno, perché sanno che è giunta l’ora della prelibatezza serale. Così, apro la porta di casa seguita da Oscar, Ester, Monsieur, Milù, Thomas e Romeo.