Ho sognato di essere incinta. So che si tratta di una rinascita interiore, un inizio almeno, ma la fisicità del sogno non può che rimandarmi al mio bisogno di generare. Posso non essere madre? Posso essere non-madre? E non intendo soltanto generare un figlio, ma generare Amore, come solo ogni donna generativa può fare. Ho sbagliato, ancora una volta ho sbagliato. Stavolta ancora più stupidamente. Pian piano strappo le cose che mi hanno tenuta legata a lui, pian piano recido i tanti legami, i tanti fili che mi hanno attorcigliato nell’illusione, nel desiderio, di viverci. Perché amo la vita, perché so riconoscerne il profondo valore, ho chiesto di morire. Quando si ama profondamente la vita, si è capaci di desiderare altrettanto profondamente la morte. Perché la vita non è fatta soltanto di contenuti, il sole che sorge, il sorriso dei tuoi cari, lo sguardo di uno sconosciuto, è fatta di espressione, di espressione del tuo Sé e se questo non trova spazio o viene logorato e svuotato di tutta la sua carica vitale, allora occorre accettare di entrare nella morte. E io in questi giorni sono morta. Nelle braci del fuoco mortifero ancora qualche parte stenta a morire. Finalmente quando tutto sarà spento e freddo la fenice potrà piangere il suo lutto e risorgere dalle ceneri. La parte materica del mio inconscio è là sotto le ceneri ancora calde, e lentamente si spegne, è il mio corpo che non si nutre più, mentre la parte eterea del mio inconscio mi insemina e mi fa rinascere nei sogni. È così che mi sento, tra la vita e la morte e non dipende da me fare un passo in avanti o all’indietro. Il tempo. Ancora una volta mio nemico che mi sospende tra la vita e la morte nell’attesa che la vita riprenda a scorrere nell’inutilità del quotidiano o che la morte mi trascini nella profondità dell’esistenza.
sabato 17 dicembre 2011
Dio dove sei oggi??
Non so più chi sono. Non mi riconosco più. Sono scappata dall'aeroporto alle 6 del mattimo e sono tornata a casa, col desiderio di mollare tutto, il lavoro, Milano, la vita.
Sono rimasta in silenzio sul divano a fissare la fiamma della candela, finchè si è spenta ed è arrivato il buio. Sono stanca…Gli altri vivono come se fossero eterni, facendo progetti, alimentando le proprie speranze. A me sembra che la mia vita sia già finita, o come se dovesse finire in quell'intervento ...o da lì dovesse partire. Mi manca la luce...il Natale.
Dio sembra che non mi ascolti più...Ho sbagliato così tanto??? Non sono perdonabile?? Devo pagare un prezzo così alto???? Cosa devo fare??? Cosa vuoi che faccia?? Per quante colpe io possa avere quanto ancora devo espiare??? Perché io non merito di amare ed essere amata??? Perché nella mia vita non ci deve essere questo che sembra essere un privilegio per molti altri ma non per me?? Qual è la mia colpa?? Quali colpe??? Quanto ancora devo pagare??? Dimmelo!! Perché se c’è una fine a tutto questo posso continuare a resistere, ma se dopo questa sofferenza c’è la solitudine, allora portami via! E se non lo fai tu, non costringere me a farlo.
Ridammi la luce.
Ridammi la luce.
venerdì 9 dicembre 2011
Una parentesi di malinconia in una giornata di sole...
Sono di fronte al camino con i miei angeli felini. Si susseguono i pensieri, ma è questa crescente malinconia che non mi dà tregua. Nel viale alberato è stata sino all'ora di pranzo una giornata colma di sole e luce in tutti i sensi, sino al pomeriggio.
Penso che forse dovrei correre in ospedale saltando la lista d'attesa e immergermi nel buio dell'anestesia come quando vuoi non sentire più nulla...e se l'intervento va male non è un suicidio, se invece va bene ti svegli con un pensiero più forte della tua sofferenza attuale che è la tua vita. Aspetto,... ma penso che andrò.
Penso alla rinascita di Vale...quanto sono felice per lei, che coraggiosa! Da quando è partita mi sono sentita più sola, è venuta a mancare la mia "gemella", ma le somigliassi davvero un pò!
Oscar è accucciato sul mio lavoro a maglia, di fronte a me, con gli occhi socchiusi pronti ad aprirsi per seguire meglio le mie azioni.
Monsieur fissa fuori dalla finestra qualcosa che non c'è...dorme seduto...poi si gira all'improvvino e raggiunge il mio lavoro a maglia su cui fa l'impasto.
Thomas dorme dentro la sua cesta e ogni tanto solleva la testa e mi guarda.
Milù si è rannicchiata sotto il camino, in un piccolo spazio tra la legna.
Ester dorme sulla mia mantella di lana, in mansarda.
Mi alzo e tutti si sollevano, stiracchiano e mi seguono...primi tra tutti Monesieur, che mi fa strada. Andiamo nella veranda al coperto del giardino segreto. Buona notte...
martedì 6 dicembre 2011
Se potessi tornare indietro...
Che emozione fortissima!! L'avrò guardato 10 volte quel video...Che regalo stupendo Valeria...mi ha mandato il video delle prove di danza... Che sensazione fantastica, quella forza muscolare, quella padronanza di movimenti, la fatica e la leggerezza... potessi tornare indietro nel tempo tornerei a quel periodo!! La palestra, il gruppo di danza...e le cazzate con gli amici dello stretching...i video...le cene, le serate...ma la danza! e quella fantastica sensazione di tonicità ed elasticità dei muscoli...il corpo che si muove accompagnato dalla musica e potresti andare avanti ore e ore...per poi crollare sfinita alle undici e mezza di notte a letto, non senza ripassare però agli ultimi otto della coreografia!
Robi...hai realizzato il sogno della mia vita! Te ne sarò sempre grata. Sarà stato massacrante farti da assistente, ma è la cosa più bella che potessi fare!
Chissà....
Gli angeli nel giardino segreto...
Ieri è passato il medico fiscale per la seconda prosecuzione di malattia...la stessa dottoressa dell'ultima volta...un altro angelo in terra. Che intensità l'incontro di ieri...Mi ha fatto un dono prezioso...e andando via mi ha lasciato una serenità inspiegabile... E nonostante il nervosismo e l'inquietudine di oggi che mi fa tremare senza tregua, dentro arde quella tiepida fiammella che da ieri si è accesa dentro di me. Ti ho donato tutta la mia sofferenza e ho capito che quella era il modo per incontrarTi.
Ancora non riesco ad accogliere il Tuo sorriso, ancora sono ingabbiata nella visione umana della mia ingiustizia, come un bimbo che ancora è arrabbiato con la propria mamma per un diniego percepito come ingiusto.
Ancora non sollevo del tutto lo sguardo per incontrare l'arcobaleno...ma so che c'è.
sabato 3 dicembre 2011
Gli angeli esistono...
Grazie a Filo, Franci, Nina, amiche d'anima..
Grazie a Joe, Fabi, Beppi, Lu, ...
Ma grazie a Daniele, perchè sono certa sarà colui che riuscirà a farmi aprire quella porta...
Grazie a Joe, Fabi, Beppi, Lu, ...
Ma grazie a Daniele, perchè sono certa sarà colui che riuscirà a farmi aprire quella porta...
giovedì 1 dicembre 2011
è successo il 25 novembre...
In veranda lavoravo la maglia...lo sguardo basso... immersa nel mio profondo blu...una voce interiore mi chiede di alzare lo sguardo verso il cielo e dire cosa vedo. La trovo fastidiosa, inopportuna e pedante. Sollevo appena lo sguardo ma ritorno al mio lavoro e con tono cantilenato rispondo le nuvole, il cielo...l'aria... La voce, forse maschile, mi chiede di sollevare lo sguardo ...e poi? Sì, tutto meraviglioso, dico io, le nuvole bellissime, l'azzurro del cielo, non vedo altro..tutto bello sì. La voce resta in un paziente e forse compassionevole silenzio. Finisco il gomitolo e raccolgo il mio lavoro, ritiro la roba stesa e sistemo quella che deve ancora asciugare. Sollevo lo sguardo dall'altro lato del cielo...
L'arcobaleno.
Scendo in giadino, sollevo di nuovo lo sguardo...e l'arcobaleno si dissolve in un attimo.
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