Caro sogno mai avverato, desiderio respinto,
vorrei con tutta me stessa che tu fossi qua con me, che lasciassi tutto e tutti, che lasciassi lei e corressi da me. Che decidessi di vivere il mio sogno come fosse anche il tuo. Per anni ho cercato di capire cosa ci fosse di sbagliato in me per arrivare a non avere niente di tutto ciò che volevo…sino a credere di non volere in fondo ciò che dicevo di volere. Mi sono rintanata nella grotta e ho vissuto in solitudine convinta che quella fosse l’unica mia strada. Mi sono sempre sentita protetta da questa casa, la mia grotta. Di tanto in tanto mi piaceva fingere di poter uscire dalla grotta prima o poi con il mio principe azzurro, per vivere in un bel castello. Ma la mia convinzione era la mia grotta. Finché tu, amico mio, dolce e caro amico mio, non hai deciso di aprirmi gli occhi tutti in una volta, visto che io sinora avevo vissuto nella mia illusione. Un dolce sogno dal quale tu ti sei già svegliato e invece nel quale io mi sento ancora intrappolata. Cosa sarebbe stato della mia vita se io e te ci fossimo incontrati in un’altra fiaba? Tu principe azzurro, sicuro e fiero, ma al contempo gentile e sensibile, mi avresti afferrata e tenuta stretta tra le tue braccia, senza le paure che hai mostrato, senza tutte quelle resistenze che sono state scritte in un’altra storia da una mano insensibile e perfida, che vuole scalfire con la sua penna le nostre vite fino a farle sanguinare. No, in quella fiaba, tu saresti stato il mio principe, avresti voluto me con tutte le tue forze. Avresti combattuto contro il drago, l’avresti ucciso rischiando la tua stessa vita, pur di avere me in sposa. Mi avresti portato nel tuo castello e lì mi avresti fatta tua regina. Ma la storia che è stata scritta è un’altra e io non riesco più a farne parte. Se solo non mi avessi messo tu di fronte al tuo risveglio, sarei andata oltre tutte le tue paure, sarei venuta io al tuo castello uccidendo la strega malvagia. Ti avrei fatto bere l’elisir d’amore per farti conoscere il mio sogno. Invece hai voluto raccontare la bella fiaba partendo prima dal finale e poi concludendo con C’era una volta. E a me non resta che tornare nella grotta, ancora una volta.
vorrei con tutta me stessa che tu fossi qua con me, che lasciassi tutto e tutti, che lasciassi lei e corressi da me. Che decidessi di vivere il mio sogno come fosse anche il tuo. Per anni ho cercato di capire cosa ci fosse di sbagliato in me per arrivare a non avere niente di tutto ciò che volevo…sino a credere di non volere in fondo ciò che dicevo di volere. Mi sono rintanata nella grotta e ho vissuto in solitudine convinta che quella fosse l’unica mia strada. Mi sono sempre sentita protetta da questa casa, la mia grotta. Di tanto in tanto mi piaceva fingere di poter uscire dalla grotta prima o poi con il mio principe azzurro, per vivere in un bel castello. Ma la mia convinzione era la mia grotta. Finché tu, amico mio, dolce e caro amico mio, non hai deciso di aprirmi gli occhi tutti in una volta, visto che io sinora avevo vissuto nella mia illusione. Un dolce sogno dal quale tu ti sei già svegliato e invece nel quale io mi sento ancora intrappolata. Cosa sarebbe stato della mia vita se io e te ci fossimo incontrati in un’altra fiaba? Tu principe azzurro, sicuro e fiero, ma al contempo gentile e sensibile, mi avresti afferrata e tenuta stretta tra le tue braccia, senza le paure che hai mostrato, senza tutte quelle resistenze che sono state scritte in un’altra storia da una mano insensibile e perfida, che vuole scalfire con la sua penna le nostre vite fino a farle sanguinare. No, in quella fiaba, tu saresti stato il mio principe, avresti voluto me con tutte le tue forze. Avresti combattuto contro il drago, l’avresti ucciso rischiando la tua stessa vita, pur di avere me in sposa. Mi avresti portato nel tuo castello e lì mi avresti fatta tua regina. Ma la storia che è stata scritta è un’altra e io non riesco più a farne parte. Se solo non mi avessi messo tu di fronte al tuo risveglio, sarei andata oltre tutte le tue paure, sarei venuta io al tuo castello uccidendo la strega malvagia. Ti avrei fatto bere l’elisir d’amore per farti conoscere il mio sogno. Invece hai voluto raccontare la bella fiaba partendo prima dal finale e poi concludendo con C’era una volta. E a me non resta che tornare nella grotta, ancora una volta.
Ma qui fa sempre più freddo.








